Monday, July 9, 2012

Taking a risk

Ho deciso di rischiare per una volta nella mia vita. Non continuerò lo stage che potrebbe assicurarmi un lavoro a tempo indeterminato subito dopo la laurea. Infatti, ho deciso che questo venerdì sarà il mio ultimo giorno di lavoro in un'azienda fino a dicembre.

Lo faccio perché 

  1. ho bisogno di una pausa mentale (ho passato l'ultimo anno lavorando e studiando);
  2. devo dedicarmi alla mia tesi;
  3. voglio viaggiare;
    • Turchia: per visitare Suzan;
    • Oktoberfest: perché lo scorso anno non sono potuta andare per via del lavoro;
    • Canada: per accompagnare mia nonna;
    • USA: perché sono 2 anni che voglio andarci ed ora ho anche delle amiche da andare a trovare;
    • Londra perché ho promesso ad Agnese di andare a vederla ballare Snowman visto che lo scorso anno non sono potuta andare.. per via del lavoro.
  4. se non lo faccio ora non potrò farlo mai più.

Speriamo bene e speriamo che riesca a far tutto.

Thursday, June 14, 2012

Learning

Tra le altre mille mila cose (lavoro, esami, spettacoli vari ed eventuali con mia partecipazione attiva o passiva) sto imparando a editare le foto per rendere la pelle del soggetto liscia come quella del culetto di un bambino.
Devo dire che il risultato non mi soddisfa affatto. Trasforma una persona in una bambola dandogli un aspetto totalmente surreale.
Magari son solo io che sono una capra ad editare :D


Editata
Originale



PS: un sentito ringraziamento a Alex Martello per la sua urgenza che mi ha permesso di utilizzare per la prima volta un obiettivo con f bassissimo e utilizzare/scoprire il kit di luci e greenscreen del mio ragazzo e un ringraziamento al mio ragazzo per aver comprato questo fantastico kit ed avermi assistito nel montaggio!! :D

Wednesday, May 9, 2012

La nota che pubblico qui

Sono in metro e sto andando a lavoro. Sto scrivendo sul mio cellulare questa nota per non lasciar scappare "l'ispirazione del momento". E' da un po' che non riesco ad aggiornare il nostro blog per mancanza di tempo e, devo ammettere, anche di motivazione ma dato che sono in metro e ho 15 minuti liberi, tanto vale sfruttarli.

Famagosta, fermata Famagosta. Treno per Assago forum.

Seduta accanto a degli sconosciuti, rifletto sulle frustrazioni delle ultime settimane, sui mesi passati e sugli ultimi due anni e mezzo.La famiglia, l'università, gli amici, il lavoro e il musical. Non tutto Quasi nulla va come vorrei, o quantomeno non come l'avevo programmato, e ci sono giorni in cui, non so perché, ma mi pesa un po' di più. Io continuo, come se nulla fosse, o almeno ci provo, finché un altro giorno mi sveglio e, senza alcun motivo apparente, non ci penso più.
Forse è perché una sera in cui non era poi così difficile capire che la misura è piena, qualcuno mi ha chiesto spiegazioni, altri sono venuti ad abbracciarmi dicendomi "non ti libererai di noi" e qualcun'altro ha capito che bastava anche solo un po' di gentilezza.

..forse è solo perché oggi c'è il sole.


In fondo non mi sembra di chiedere troppo. Vorrei solo essere ricompensata per i miei sforzi con un gesto reale e tangibile più che con un grazie che sa veramente di poco. Non voglio ciò che è di altri, ma solo ciò che mi spetta e per cui ho lavorato tanto. La verità è che in fondo è colpa mia, perché invece di pretendere a gran voce o semplicemente chiedere ciò che mi spetta, me ne sto buona-buona in un angolino ad aspettare che il mio turno arrivi (o addirittura continuo a darmi da fare) mentre invece altri si dimenticano di me e danno per scontato quel che faccio.

Saturday, May 5, 2012

Esempi da seguire

Storia della mia vita: mi do da fare, mi sbatto un sacco e come ricompensa non ricevo nient'altro che un grazie poco sentito.
Che dire, fà sempre piacere sentirsi l'ultima ruota del carro. E mi fa anche tanto piacere sentire gente che ha davvero pochi motivi per lamentarsi, e che si sbatte un decimo di quanto non faccia io per riuscire a portare avanti il tutto, lamentarsi con veramente poca discrezione mentre io me ne sto in un angolino buona buona senza dir nulla mentre nessuno si accorge di me perché qualcun'altro sta attirando l'attenzione su di se a suon di paroloni.
La verità è che io non sono fatta per questo mondo e dovrei prendere ad esempio chi riesce a farsi valere rompendo i coglioni a tutti per cose futili e passando pure per una vittima.

Tuesday, April 24, 2012

Lately..

..I've been working on this: http://musicalbocconi.blogspot.it/. I think there's a lot of space for improvement  for what concern graphic and contents. I'll see what I can do. :)
Btw, the photos on the last post, which are not that amazing, are mine. :D

Thursday, April 12, 2012

Il mare d'inverno





PS: Lo so che non è inverno ma fa freddo quasi come se lo fosse.

Sunday, April 8, 2012

5 anni fa'

Ricordo che il 7 aprile 2007 ero con Giò, nel garage di suo zio, non lontano dalla via in cui abitiamo io con la mia famiglia e i miei nonni. Quell'anno come questo, il 7 aprile era la vigilia di Pasqua. Da buon futuro ingegnere meccanico, Giò stava fabbricando un cavalletto su cui mettere la sua moto quando doveva sistemarla, pulirla o smontarla-per-il-solo-gusto-di-farlo. Ricordo che Giò parlava con qualcuno (forse suo zio) quando il mio telefono squillò e mi allontanai. Era mia madre. Terminata la breve telefonata tornai da lui lo guardai per un breve istante indecisa su cosa dire e poi dissi "devo andare". 
Iniziai a correre.
 Ricordo di aver notato che lo zio gli chiese cosa fosse successo e lui gli fece un cenno alla "dopo ti spiego". 
Non so come ho fatto a vedere la scena, ricordo solo di averla vista. 
Non so come Giò abbia capito cosa era accaduto, forse il mio sguardo diceva più di quanto non pensassi.
Andai a casa dei nonni, dove c'erano mia madre, i miei zii e mia nonna. Ricordo di essere venuta a casa con mamma per dirlo a mio fratello. Fu' terribile.
Poi sono uscita di nuovo con Giò. I miei avevano tanto da fare e io non ce la facevo a starmene a casa, così come non c'è la facevo da diversi mesi. Ricordo che mamma mi raccomandò di non guidare la moto quel giorno (sapeva che Giò mi stava insegnando a guidare il suo 125 con le marce in quel periodo). 
Non la ascoltai.
Caddi dalla moto praticamente da ferma (non sapevo che quando ti fermi devi premere la frizione oltre al freno). Non mi ruppi niente, ma il braccio sinistro, quello su cui sono caduta con tutto il peso del corpo e della moto visto che avevo troppa paura di rompermi la caviglia per poggiare il piede, mi faceva malissimo e non riuscivo quasi a sollevarlo. Con tutto quello che c'era da fare nessuno se ne accorse e ancora oggi in pochi sanno il vero motivo per cui di tanto in tanto il mio deltoide mi fa tremendamente male.
Mamma l'aveva percepito che qualcosa mi sarebbe accaduto, me l'aveva detto e io l'avevo ignorata.
Giò mi soccorse e poi mi accompagnò a casa. Ricordo che ci fermammo in un bar a chiedere del ghiaccio. Tornata a casa, dove non c'era nessuno, mi misi una bottiglia d'amaro del capo sul braccio. Sul momento non sapevo cosa fosse, ma col senno di poi forse quella non fu la cosa più giusta da fare. 
Poi.. non ricordo più nulla del resto di quella giornata.
Ricordo di aver mandato dei messaggi a po' di persone per dirgli che non sarei potuta andare ad un compleanno il giorno dopo o il giorno stesso (non ricordo) e per dirgli cosa era accaduto; ricordo di averlo fatto da casa di mia nonna ma non ricordo quando e quale giorno è successo perciò lo scrivo qui.
Il giorno dopo andai dai nonni, una volta arrivata vidi che erano tutti nel salone, mi avvicinai, ma quando vidi i suoi piedi mi girai e andai a rifugiarmi nella stanza da letto in cui non entravo da tempo per lo stesso motivo  in cui ero scappata via dal salotto: non volevo ricordarmi di lui come di un corpo senza vita o di un vegetale in un letto. Volevo continuare a ricordarmi di mio nonno quando mi accompagnava a scuola o a danza; quando la domenica, dal suo posto a capotavola, parlava di attualità o di quando in campagna a litigava con la nonna su come e quando potare gli alberi. Era questa la persona di cui mi volevo ricordare, non quella degli ultimi mesi.
Poi la mia professoressa che abitava in quello stesso palazzo venne a parlarmi. Non la sopportavo. Feci finta di ascoltarla annuendo di tanto in tanto.
Anche mio fratello venne a rifugiarsi in quella stanza ad un certo punto, e, quando sporgendomi dalla finestra con il cellulare in mano feci una foto al carro dall'alto, lui mi chiese: "ma che stai facendo?!". 
Non risposi. Ma di tanto in tanto, nei mesi successivi guardavo quella foto. Forse per capacitarmi che era accaduto davvero.
Poi andammo in chiesa. Volevo sedermi accanto a mia madre ma lei, gli zii, la nonna e la bisnonna avevano una panca tutta per loro in prima fila. Uscii dalla chiesa dopo neanche 10 minuti e me ne stetti tutto il tempo fuori con degli amici che mi avevano vista lì fuori. Ricordo di aver guardato da lontano la folla di gente che salutava la famiglia.

Negli ultimi 5 anni sono stata al cimitero solo una volta e nel 2007. Non ci sono mai più andata. Non ce la faccio.